mercoledì 30 dicembre 2009
sabato 17 ottobre 2009
CI FACEVAMO LA FRANGIA LUNGA PER NON DOVERCI GUARDARE ATTORNO
e ci siamo ritrovati ai giorni nostri
così nostri che eravamo noi a mandare avanti gli orologi
tu la lancetta dei minuti
io quella delle ore
noi che vi davamo il tempo
di prendervi tutta la nostra povertà
e raccoglievamo la sfiducia del mondo nel progresso
per non fidarci dei progressi della nostra storia
proprio quando iniziavamo a sostenere perorazioni talmente convincenti
da riuscire a non mangiarci più le parole
neanche durante il sesso orale
poi sono state le parole a perdere noi
liberaci dall'inquietudine siamo stanche di urlare senza voce
tanto a noi bastava vivere di emozioni forti
annusando il profumo di plastica dei Mini Pony
e così abbiamo iniziato a fare i doppi giochi
che dopo un po' non riuscivamo a venderli neanche ai bambini
allora ci aggrappavamo alle tende di casa
lamentandoci del male di vivere
non ci interessano più neanche le cose improbabili
ancora non sappiamo quale sia lo stereotipo di uno stereotipo
qui dove siamo noi perfino i missili ci raggiungono a piedi
tra cinque anni dove andrò e tu chi sarai e chi saremo noi
qui a Venezia meno sono anonimi e più sono alcolisti
e se non fosse per i loro cuori leggeri
sembrerebbero tutte giornate pesanti
e noi comperiamo lo stesso l'amore all' Ikea per montarcelo da soli
e buttiamo le viti che avanzano
e quando i libri saranno caduti tutti ci domanderemo
che resta del serpente che ha mangiato se stesso?
E ci è caduta addosso pure la forza di gravità
mentre prenotavamo viaggi a basso costo per Londra
perchè avevamo già le ambizioni alle stelle
e piedi di piombo talmente a terra
che erano le speranze a doverci nutrire
e ci hanno nutriti così tanto
che per fortuna siamo riusciti almeno a rovinarci
vagabondi tra i vagabondi
vagavamo attraverso i giorni
come le puttane in un mondo senza marciapiedi.
giovedì 10 settembre 2009
VORREI SOLO SALVARE NOI E LA CAPRA E I CAVOLI SE ABBIAMO FAME
noi che siamo scrittori in crisi a Beverly Hills
e après nous le dèluge
che evitiamo i modi di dire per riuscire a non dire niente
che se dicessimo davvero tutto quello che ci passa per la testa
non pescheremo mai le persone migliori negli acquari dei mediocri
che comunque sia una volta pescate sarebbero morte
e a te che sarebbe dovuta passare per tutte le volte che hai cantato
mentre io ti passavo davanti
come Amarcord nei nostri occhi
di fronte al fiume e a un caminetto
e ancora i nostri occhi a perdersi nel Musèe d'Orsay
che dovremmo fotografarci prima di entrare
e poi all'uscita
per vedere che effetto ci fa l'arte
noi che abbiamo raggiunto a nuoto l'isola che non c'è
solo per vederla
e poi dire agli altri che non esiste
che se riuscissimo a credere che possa esserci davvero qualcosa di meglio
avremo cambiato tante paia di maniche
e invece ci ritroviamo tra tre anni vestiti uguali
con al collo l'età dell'oro
perchè le emozioni non si interrompono
ma la gente si ostina a non bussare alle porte
dandoci colpi talmente bassi
che tocca accucciarsi per riceverli
e io che chiedo solo di essere raccolta
come la ciliegia che cade senza sapere dove
magari per ottobre marcisco
senza neanche sapere come
io che la chimica l'ho sempre capita poco
ma che impazzivo per i colori delle tavole degli elementi
l'ora è fuggita anche sulla terra
la terra che è l'inferno dei diavoli stupidi
e chissà davvero come dovrebbe essere
l'ora
per essere decente
povera lei
e noi che possiamo vestire grunge perchè tanto siamo belli lo stesso
che ci vestiamo di nero per cancellare le virgole del passato
e non inciampare più
noi gli eclettici
che se non era per Cicerone non conoscevo neanche la parola
ma mi credevo tale senza potermelo permettere
che sono stata perfetta solo una sera
facendo quadrare il tuo cerchio
quello che adesso intersechiamo con una retta passante per P
perpendicolare alle nostre vite parallele
che ci siamo voluti distruggere come Cartagine
solo perchè a casa nostra mancava il sale.
venerdì 4 settembre 2009
CI SIAMO SCARICATI COME I PENNARELLI PIU' BELLI CHE FINIVANO SUBITO
nessuno ha mai sbagliato
siamo noi ad aver chiesto solamente gli errori peggiori
ci iscriviamo ai concorsi di colpa
per essere rassicurati quando avremo ragione
ma pure la luce è saltata negli angoli bui
e non sei più tu al centro della camera oscura
sopravvivi in periferia
come gli zingari nelle roulotte senza corrente
e perdere lo sguardo dalle tasche
in cerca di un orizzonte anche più corto
che oggi ci bruciano gli occhi coi fiammiferi
poi alzarlo in piedi e trovarsi a contemplare l'infinito
ma noi abbiamo già svuotato le teste e imbottito i cuori
e li abbiamo imbottiti talmente tanto
che resisteranno sempre meno
e cercheremo di risolverli così i tuoi paradossi
che nelle teste vuote c'è molto più spazio per muoversi
e costruire pontili nell'acqua per collegare le menti di sabbia
odiarci da vicino per poterci ammazzare meglio quando avremo bisogno
e appendere finestre aperte alle tue pareti
che quest'estate noi non andiamo in vacanza
agosto è il mese più freddo dell'anno
il ghiaccio si posa e ricopre le cose
e sopravviverò solo io attraversando le Alpi
per cercare di conquistarti e poi morire di malaria
senza esserci guardati ancora un po' negli occhi
che per morire di cecità abbiamo bisogno di più tempo
e preferiamo le parole di domani
che non sappiamo neanche ora quello che diciamo
domani esco pure col martello
per scacciarti caro chiodo
presterò attenzione a chi si ricorderà di restituirla
e cercherò di scaricarmi come la penna di un poeta
così poi funzioniamo allo stesso modo.